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IL MIRACOLO DELLA PET-THERAPY

20 settembre 2010

Sommario: La storia di Mario Bianchi: dal dramma alla rinascita, grazie ai suoi cani co-terapeuti e amici per la vita. Con loro oggi ha aperto un nobile centro in Valtellina, che aiuta e riabilita tante altre persone diversamente abili.

Siamo nell’ormai lontano anno 2000, la vita di Mario Bianchi sta progressivamente cambiando. Una grave malattia costringe l’uomo alla paralisi pressoché totale; la sedia a rotelle diventa la sua fissa dimora, attrezzo indispensabile per il suo corpo ormai totalmente inerme, paralizzato. Il suo senso della vita, che via via svaniva, è espresso solamente dai suoi occhi e dalla sua bocca, uniche parti ancora sensibili.

La ripresa avverrà a partire dall’anno successivo, il 2001, che rappresenta un momento di svolta nella vita dell’uomo, ma non solo.

Il lungo calvario ospedaliero sembra aver portato con sé un messaggio: il tragico periodo di degenza spinge Mario ad avere ancora fiducia nella vita. Il più bel pensiero è per l’amico più fedele, il suo cane. Così la medicina migliore diventa il sogno di poter tornare a giocare e correre con lui, condividere momenti di serenità e spensieratezza che solo il suo amico avrebbe saputo dargli. La forza che questi sogni generano in lui, però, deve essere a portata di altre persone in difficoltà: ecco che la Pet-Therapy diventa una possibile soluzione!

L’entusiasmo di avere vicino il proprio cane suscita nell’uomo un forte interesse per l’addestramento cinofilo, “tanto da spingermi, fin da paralizzato, ad informarmi sulla Pet-Therpy e decidere che se mai fossi tornato a camminare avrei aiutato chi invece non potrà più farlo”.

Appena dimesso dall’ospedale Mario si fa coraggio, la vicinanza del suo cane lo stimola nel nobile esperimento di questa sua nuova iniziativa. Ecco, così, inizia l’addestramento. Il compagno di giochi e di passeggiate diventa una soluzione agli impedimenti che le disabilità motorie dell’uomo comportano. Gesti difficili da compiere quando si è paralizzati su una sedia a rotelle sono agevolati dall’aiuto del suo cane, così la vita di Mario è meno dura da affrontare. Con estrema dedizione ed entusiasmo il suo fedele amico è ora in grado di portare al suo padrone le chiavi, il telecomando, aprire le porte … rendersi utile. Ma sapete cosa è straordinario? Il piacere con cui tali gesti vengono fatti, gli occhi del cane sempre desiderosi di coccole e attenzioni, l’entusiasmo con cui l’espressione del fedele amico di Mario dimostra al padrone di non far caso al suo handicap perché per l’animale stare seduto non è un problema, piuttosto una condizione che, con la stessa amicizia di sempre, sa accettare. Non c’è mai un giudizio o una critica ma la perenne volontà di essere utile e amato. Il triste evento ha così rafforzato il profondo legame tra i due, nell’eloquente silenzio che lega il cuore di Mario direttamente allo sguardo del cane, sempre pronto a leccare le lacrime di sconforto che nei momenti più duri segnano di righe le guance dell’uomo.

L’affetto che lega il cane al suo padrone non è animato da compassione e probabilmente la Pet-Therapy è proprio questo: una coda che scodinzola.

La malattia inizia a migliorare, Mario può così iniziare i suoi corsi e le sue specializzazioni di educazione cinofila e pet-therapy, si interessa di teorie sull’addestramento, di educazione, di alimentazione, e comportamenti,  studia l’etologia teorica e pratica applicata al cane e la gestione del pet nelle diverse disabilità motorie e psichiche. I suoi primi successi sono con i bambini a cui Mario decide di affiancare i cani razza Cocker; successivamente con gli adulti predilige Golden e Labrador ma non rifiuta dei impegnarsi anche con cani, definiti “più cattivi”, come i Rottweiler. La cura e la dedizione massima rendono Mario sempre più un professionista ed un esperto del settore, la scelta del personale nonché delle famiglie a cui destinare il pet è adoperata, quindi, da un adeguato operatore, educatore e comportamentista di Pet-Therapy.

Requisiti caratteriali ed attitudinali indispensabili da parte delle famiglie sono necessariamente legati alla consapevolezza, secondo Mario, di non aver a che fare con un “giocattolo”, bensì con un animale da compagnia e che sia d’aiuto alle limitazioni fisiche e intellettive della persona malata.

Ad oggi Mario si è circondato di un’equipe di personale medico specializzato così da rendere il servizio della sua iniziativa ottimale, tanto da poter fondare il COPT, Centro Operatori Pet Therapy, dove il cane personale da utilità viene preparato ed addestrato in maniera funzionale al disabile che ne fa richiesta, e dove vengono tenuti corsi di etologia per preparare le famiglie stesse all’interazione uomo – cane nei vari aspetti di prevenzione e alimentazione.

L’esperienza di Mario è quindi stata il motore di una grande iniziativa, ulteriore occasione di incontro di una coppia caratterizzata dall’uomo e dal suo più fedele amico, il cane: uno sguardo, una carezza, la coda che scodinzola, una incondizionata voglia di amare ed essere amato.

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