
L’IMMIGRAZIONE È “BELLA” PERCHÉ È VARIA
22 settembre 2010
L’emigrazione è una caratteristica che procede di pari passo con l’avvento e la divulgazione dell’uomo sulla terra. Emigrarono le popolazioni germaniche che si stanziarono in tutto il nord Europa; emigrarono, come la religione ci insegna, intere generazioni di ebrei per scappare dalle persecuzioni. Emigrarono polacchi, rumeni, russi, serbi e cecoslovacchi per cercare situazioni migliori negli anni della grande guerra. Emigrarono molti italiani durante gli anni post bellici per cercare lavoro e fortune economiche nelle Americhe.
Oggi emigrano principalmente rumeni, albanesi, marocchini, cinesi ed ucraini. Molti emigrano verso Germania, Francia e Spagna, e molti, oltre 5 milioni nel 2008, sono immigrati in Italia.
Immigrati. Questa parola solitamente genera perplessità, ripudio, odio e razzismo. C’è una sorta di prevenzione nei confronti di coloro che immigrano nel nostro paese con l’unico scopo di migliorare la propria vita. Non si distingue neanche più tra l’immigrato clandestino e l’immigrato regolarizzato. Tutti rappresentano una minaccia al nostro benessere, al nostro posto di lavoro e al nostro quieto vivere. La domanda sorge spontanea: “cos’è che ci spinge ad essere così intolleranti nei confronti degli immigrati ?” La risposta che spesso si sente è: “ci rubano il lavoro”. Ma si sente anche “vengono in Italia a creare disordine” e ancora “non ci sono case per noi italiani perché molte sono affittate agli stranieri”. La soluzione più logica a questi problemi è rispedire tutti gli stranieri nei propri paesi senza distinzione tra regolari e clandestini. E’ curioso notare che mentre la cancelliera Merkl apre agli immigrati regolari tedeschi perché “patrimonio economico per il futuro della Germania”, nel belpaese la lega propone la chiusura delle frontiere e richiede l’espulsione di tutti gli immigrati clandestini.
Quello su cui non si riflette è che chiudendo le frontiere non si risolve il problema. Molti clandestini, infatti, arrivano in Italia con un semplice visto turistico di validità 3 mesi. In quest’arco di tempo cercano un lavoro e una sistemazione ed il gioco è fatto. Tra questi immigrati-turisti abbiamo una grande affluenza di rumeni, polacchi e ucraini. Un discorso diverso va fatto per afghani, libici e marocchini che spesso arrivano clandestinamente richiedendo asilo politico (perché nei loro paesi è più complicato ottenere un visto turistico dalle ambasciate italiane).
Un altro punto su cui non si riflette è che gli stranieri non ci tolgono affatto lavoro. La maggior parte di loro è impiegato in lavori umili che noi italiani non facciamo: coltivare campi, lavorare in garage, ma anche badanti e colf sono lavori che nessun italiano farebbe. E’ quindi una fortuna avere queste persone che per poche centinaia di euro si sottopongono a lavori duri (anche 11 ore al giorno per un compenso di 1000 €, senza ferie pagate e giorni liberi a settimana). Il problema dell’immigrazione è un punto fermo che l’attuale governo Berlusconi continua a sostenere di “combattere a spada tratta”, sostenendo che negli ultimi due anni la percentuale degli immigrati in Italia è calata. Si continua ad alimentare la fiamma dell’intolleranza e dell’odio verso queste persone che in parte rappresentano un patrimonio per l’economia del paese.
L’Italia anche su questo problema è chiaramente un paese diviso. In Lombardia l’intolleranza è al limite della saturazione (anche perché è la regione più popolata da immigrati), mentre in parlamento c’è chi si schiera con Calderoli – Bossi e sostiene che un’Italia senza stranieri sarebbe un paese migliore, mentre c’è chi protegge e sostiene gli immigrati regolari. L’impressione è che con la chiusura delle frontiere non si risolverebbe molto, perché i clandestini continuerebbero ad arrivare dalle nazioni europee con il famoso visto turistico. E’ un tira e molla infinito, che va avanti da decenni; ma se si guarda indietro ci si accorge che il fenomeno dell’emigrazione va avanti da secoli, e per un certo periodo tanto importante quanto tragico della storia italiana, è stato anche un fenomeno che ci ha coinvolto in prima persona.
La maggior parte degli immigrati viene in Italia con un solo obiettivo: poter star meglio economicamente e condurre una vita migliore.
Non vengono qui per rubare, stuprare o cercare impieghi in aziende. Ma forse si è troppo egoisti ed intolleranti per comprenderlo.